Campus, svetta la torre per la ricerca avanzata nel settore «food»

Il rettore Martelli: «Una giornata speciale»

Campus, svetta la torre per la ricerca avanzata nel settore "food" - Gazzetta di Parma 05 31 25

È alta 33 metri la nuova torre del «Food Project» dell’Ateneo. Inaugurata ieri mattina alla presenza di numerose autorità, rappresentanti delle istituzioni e del mondo imprenditoriale, rappresenta il cuore e il simbolo della nuova area del Campus, pensata per essere un punto di riferimento nazionale e internazionale sull’agroalimentare.

L’investimento: l’importo complessivo dei lavori ammonta a 14 milioni e 700mila euro. Realizzato con finanziamenti pubblici del Ministero dell’Università e della Ricerca, quasi 4 milioni arrivano dal mondo imprenditoriale e associativo; l’edificio - benedetto dal vescovo Enrico Solmi - è una struttura all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, logistico e dell’efficienza energetica, ma soprattutto strategico per supportare la ricerca avanzata e l’innovazione tecnologica.

Il «Food Project»: la sua realizzazione rappresenta un passaggio fondamentale per lo sviluppo del cosiddetto «Food Project», il progetto strategico lanciato dall’Università e sostenuto da “Parma, io ci sto!”, per mettere a sistema e rafforzare le molteplici competenze presenti nell’Ateneo nel settore Food e favorire l’interazione con imprese, centri di ricerca e realtà educative.

I sostenitori: la realizzazione della nuova struttura è stata possibile anche grazie a una forte partecipazione del mondo imprenditoriale e associativo che ha creduto fortemente nel progetto. Numerosi i sostenitori: Barilla, Gruppo Chiesi, Fondazione Cariparma, Unione Parmense degli Industriali, Mutti (main contributors); Parmalat Gruppo Lactalis, Consorzio del Parmigiano Reggiano, Consorzio del Prosciutto di Parma, Cft, Morris Profumi, Prosciuttificio Fratelli Galloni, Istituto Parma Qualità, Consorzio Agrario di Parma.

L’intervento: la struttura, di 3mila metri quadrati, è la nuova sede per docenti e ricercatori, oltre che uno spazio per laboratori e gruppi di ricerca. Si inserisce all’interno di un’area che vede la presenza della scuola di studi superiori in Alimenti e nutrizione, di importanti infrastrutture di ricerca, del Food business incubator e di altre realtà altamente innovative. La costruzione è stata realizzata dal raggruppamento temporaneo di imprese composto dalla parmigiana Allodi e da Palaser (Casale Monferrato), la sottocentrale tecnologica invece dalla parmigiana Buia Nereo assieme a Siram-Veolia (Milano).

«Intreccio di saperi»: il rettore Paolo Martelli ha parlato di «giorno speciale per tutto il territorio», soffermandosi sull’area Food: «Un luogo in cui la ricerca accademica e quella industriale possono incontrarsi e intrecciare i saperi per favorire lo sviluppo e la diffusione delle competenze, con l’ambizione di essere sempre più un punto di riferimento nazionale e internazionale per la ricerca e la formazione nell’agroalimentare». «Solo giocando in squadra - ha aggiunto, ringraziando il precedente rettore Paolo Andrei e ricordando Loris Borghi e Luca Virginio - si può vincere la sfida della sostenibilità dei sistemi alimentari nella qualità».

«Struttura innovativa»: «Con la realizzazione di questa struttura all’avanguardia – ha osservato Gianni Galaverna, direttore del dipartimento di Scienze degli alimenti e del farmaco – la ricerca e la didattica raggiungono un importante traguardo, che permetterà ai ricercatori di confrontarsi con i più importanti centri di ricerca».

«Una sfida vinta»: «È un sogno che diventa realtà grazie ad un ineguagliabile lavoro di squadra – ha affermato Alessandro Chiesi, presidente di “Parma, io ci sto!” - . Si tratta di una sfida lanciata nel 2016, quando la nostra associazione muoveva i primi passi. A fianco dell’Università, ci siamo impegnati in un grande progetto strategico per far diventare Parma e la Food Valley un punto di riferimento nazionale e internazionale sui temi dell’agroalimentare».

Food Project «rappresenta un modello - ha detto il sindaco Michele Guerra - a livello nazionale ed europeo. Il Comune, le istituzioni e il mondo economico hanno supportato in modo sinergico questo progetto che ha un grande futuro».
«Immobile splendido»: «L’edificio che inauguriamo - ha dichiarato Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione - accredita Parma come capitale internazionale del food. Si tratta di un immobile splendido e di un progetto eccezionale, capace anche di attrarre e trattenere talenti sul nostro territorio: un aspetto fondamentale, questo, per guardare a un futuro di sviluppo. Ancora una volta il binomio pubblico-privato si dimostra efficace nella realizzazione di investimenti strategici».

«Prospettive nuove»: Paolo Barilla, vicepresidente del gruppo Barilla, ha sottolineato come «questo progetto apra prospettive nuove perché guarda al futuro». «Nel campo dell’innovazione - ha proseguito - vengono toccate materie come l’alimentazione, la salute, l’ambiente, la sicurezza alimentare; per questo penso che Parma debba percorrere questa strada ricca di prospettive affascinanti di cui potremo beneficare tutti». Gabriele Buia, presidente dell’Unione parmense degli industriali, ha posto l’accento sul «modello Parma» e sottolineato come «questa importante iniziativa possa aiutare le imprese e quindi tutto il territorio, nel campo della ricerca agroalimentare». Franco Magnani, presidente di Fondazione Cariparma, ha ribadito «l’impegno concreto profuso nel corso del tempo, per arrivare alla realizzazione di questa nuova struttura».

Luca Molinari

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