Al ridotto del Regio il 17 Maggio è andato in scena il convegno sul modello "imprese creative driven" legato a Parma 2020+21 e basato sul dialogo costante tra logiche di impresa e processi culturali e creatvi.
Convegno
Illustrati al Ridotto i 7 progetti portati avanti
Imprese e cultura, un binomio vincente
a Parma 2020+21 «Creative driven» ha sviluppato un circuito virtuoso
La denominazione del progetto di Parma 2020+21, «Imprese creative driven» risulta piuttosto ostica e non rende l'idea di quello che invece ha significato il cammino compiuto da questa iniziativa collegata a «Parma capitale della cultura».
Il binomio cultura-impresa
Un cammino virtuoso di cui è stato tracciato il bilancio ieri al Ridotto del Teatro Regio con un convegno in cui sono stati illustrati i sette progetti realizzati in altrettante imprese della nostra città in cui l'investimento in cultura ha portato al coinvolgimento e alla motivazione dei dipendenti con risultati, certificati da un'indagine condotta dall'Università di Parma e dal Gran Sasso Science institute, superiori per coinvolgimento e impegno nella partecipazione alle attese della vigilia.
Le origini del progetto
Al processo che ha portato alla scelta dei 7 progetti hanno partecipato, oltre ovviamente alla struttura di Parma 2020+21, presente ieri con la coordinatrice Francesca Ve- lani e il direttore Ezio Zani, il Comune di Parma, l'Unione parmense degli industriali, l'associazione «Parma io ci sto!» e il Cisita. Dopo i saluti, portati da Michele Guerra per il Comune, dal direttore dell’Upi Cesare Azzali a nome della presidente Annalisa Sassi, da Alessandro Chiesi, presidente di «Parma io ci sto!» e da Ezio Zani, è stata la Velani a spiegare gli obiettivi che erano alla base del progetto: «La volontà era di riuscire a fare in modo che il mondo dell'impresa vedesse l'impegno in progetti culturali come un investimento redditizio e non come un atto di mecenatismo o comunque qualcosa che si fa soltanto in determinate condizioni.
Abbiamo scelto 7 dei progetti presentati e, nonostante le difficoltà causate dal lockdown i risultati sono stati ottimi, tanto che da molte parti
d’Italia ci hanno chiamato per chiederci informazioni e capire come ci siamo mossi». La Velani ha concluso sottolineando che «la sfida ora è di fare in modo che questa iniziativa non resti un “unicum” ma possa continuare anche in futuro».
I sette progetti
E' stato quindi Marco Tortoioli Ricci, presidente dell'associazione italiana dei designer della comunicazione visiva e Design director della Bpt associati, a introdurre i sette progetti, spiegati dai rappresentanti delle imprese e dai creativi autori dei progetti. Si è partiti dalla Opem, con la marketing manager Elena Binacchi e Paolo Ghilardelli di G&G Studio che hanno parlato del «puzzle» composto da 140 pezzi, uno per ciascun dipendente. Alla Coppini Arte Olearia, la responsabile marketing Laura Lofino ha spiegato che è stato realizzato un filmato creativo grazie alla collabo- razione con l'associazione culturale T0R0 rappresentata da Isabella Bersellini. Gli altri progetti hanno visto come protagoniste la «Cava- lier Umberto Boschi» con Komunica Agency, rappresentata dall'account manager Nunzia Toscano, Chiesi group (presente la responsabile relazioni esterne Giovanna Usvardi) e Ibo Italia per cui c'era la responsabile comunicazione Ermelinda Pittelli, Laterlite spa (con videomessaggio del presidente Corrado Beldì) e Muschi & Licheni snc (presente Marcello Signorile), Allodi costruzioni, rappresentata dalla presidente Daniela Allodi, con Comunico Ergo Sum (presente con Andrea Coiro)e la Ocme (rappresentata da Gabriele Malinverni) con il Teatro Regio, rappresentato da Giannina Seccia. «In tutti questi casì - ha sottolineato Tortoioli Ricci - sì è creato un circolo virtuoso in cul i dipendenti hanno collaborato tra loro e trovato ulteriori motivazioni per svolgere al meglio il proprio lavoro».
Le conclusioni
Isabella Mozzoni, ricercatrice del dipartimento di Discipline umanistiche dell Università e Alessandro Crociata, professore associato di Economia assOociata al Gran Sasso Science Ingstitute, hanno tirato le conclusioni dell'iniziativa. «1 dipendenti hanno dato giudizi molto positivi e articolati - hanno detto i due studiosì - sottoli-eando che | utilità è dovuta al fatto di essersì sentiti parte di una squadra, aver migliorato Ì'autostima e anche il clima aziendale, con aumento anche dell'orgoglio di far parte dell azienda». «Tutti motivi - ha concluso Tortoioli Ricci - che ci fanno dire che questa esperienza non dovrà finire con Parma 2020+21 ma proseguire anche in futuro anche senza essere stimolata da un evento particolare».
Gian Luca Zurlini

