Galloni, il debutto di una nuova era

Tradizionale festa del sacrificio del maiale: dopo l’incendio un’edizione all’insegna del rilancio.

Carlo Galloni: «Costruiremo un nuovo stabilimento più grande e più bello di prima»

Il viaggio è iniziato. Dalla cenere alla rinascita. Dal terribile incendio di sette mesi fa, alla costruzione di un nuovo stabilimento, «più grande e più bello di prima». È la storia di una famiglia che non si arrende mai, quella di Carlo Galloni, dei figli, che sono impegnati, insieme a tutti i lavoratori, a riscostruire quello che le fiamme hanno cancellato, anzi, a realizzarlo non come era in passato, ma con lo sguardo al futuro.

A Langhirano a Casa Galloni va in scena la settima edizione della “Festa del sacrificio del maiale”, nello stabilimento che lo scorso 14 luglio fu distrutto, per più di metà, dalle fiamme. Nel cortile si vedono ancora i macchinari attorcigliati dalle fiamme, la lava-prosciutti, la massaggiatrice e la macchina per salare. Il fuoco ha fuso il metallo, non lo spirito e la voglia di fare. Viene presentato il progetto per il nuovo stabilimento, simbolo del coraggio e della voglia di ricominciare.

Carlo Galloni cita la poesia su Ulisse di Kostaninos Kavafis: «Sempre devi avere in mente Itaca, raggiungerla sia il tuo pensiero costante». «Stiamo vivendo un vero e proprio viaggio, che ci porta non solo a quello che eravamo, è un ritorno alle origini, arricchiti di esperienze e di nuove emozioni» dice il padrone di casa durante il convegno, l’appuntamento più importante della festa.

Mentre all’esterno della cantina, i norcini preparano i salumi e i musicisti ricreano il clima delle feste di una volta, all’interno si parla della rinascita della Galloni. Fra le autorità presenti Giordano Bricoli, sindaco di Langhirano, insieme all’assessore alle attività produttive Mauro Lamoretti, Cesare Azzali, direttore dell’Unione Parmense degli Industriali, Massimo Fabi, direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma e Elena Saccenti, direttore generale dell’Ausl, il parlamentare Giuseppe Romanini, la consigliera regionale Barbara Lori. Simona Caselli, assessora regionale all’agricoltura, con un messaggio video, parla di una «rinascita di cui siamo tutti fieri. Questa azienda è la Ferrari dei prosciutti».

«La storia della famiglia Galloni ci insegna che dalle ceneri si può rinascere, anzi, si può ripartire puntando ancora più in alto» dice Katia Golino, giornalista della «Gazzetta di Parma», che modera il convegno e introduce il tema del mito di Ulisse: «Come Odisseo, Carlo Galloni non si piega di fronte alle difficoltà. Carlo Galloni affronta le sfide della vita con coraggio raro, forza e determinazione. Cerca soluzioni e strade innovative. Lo fa con i suoi Telemachi, i figli Federico, Luca e Francesco sempre al suo fianco, con la sorella Mirella, attenta, paziente e irrinunciabile spalla, e con i fidi guerrieri, i dipendenti e amici che non si sono tirati indietro nel momento del bisogno. La giornata di oggi è una festa anche per loro».

Carlo Galloni parte dall’inizio: «Non mi sento un eroe, forse sono stato bravo a nascondere la paura. Abbiamo indossato la corazza da invincibili. Ci siamo detti non facciamoci vincere dalle fiamme, resistiamo. Alle 13 e 53, quando hanno detto che l’incendio non si fermava, abbiamo deciso di demolire parte dell’edificio. È stato come tagliarsi un braccio. I giorni successivi 180 persone, fra amici, fornitori, concorrenti e amici, hanno messo a disposizione cantine e automezzi, e liberato decine di migliaia di prosciutti. Tutti sono da ringraziare, primo fra tutti il sindaco e l’amministrazione, i carabinieri, i pompieri, l’Ausl. In momenti come quelli ti accorgi che non sei solo, c’è una comunità. È la forza che ti mette nelle condizioni non solo di andare avanti, ma di fare meglio. Quel giorno stesso dichiarai che avremmo rifatto lo stabilimento più bello di prima».

«Subito dopo l’incendio, ai lavoratori ho detto che non ci sarebbe stato alcun licenziamento – continua Carlo Galloni -. Nessuna cassa integrazione. Tutti hanno avuto fiducia e voglia di ripartire in fretta; è la forza del mito che ti indica la strada e ti fa andare avanti» aggiunge Galloni, che chiude con un pensiero rivolto alla madre Anna, 89 anni, sempre pronta a dare una mano: «Ha capito subito quello che era successo. Ci ha detto: voi continuate. Un’altra grande lezione: ho capito che c’è un grande patrimonio in quello che i genitori insegnano».

 

20/02/2017

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